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A come Afghanistan

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Il viaggio della vita è stato tanto tempo fa: in Land Rover da Torino al Nooristan, la regione afghana che si affaccia di fronte al Pakistan. E ritorno. Un lungo percorso attraverso la ex Jugoslavia, la Grecia, tutta la Turchia, l’Iran in fretta e furia, e finalmente l’Afghanistan. Il luogo più affascinante, ma la cucina più rozza e ripetitiva, ahimè. Riso e montone, montone e riso. O prevaleva uno, oppure l’altro: il risultato non cambiava molto, era il gusto unto e acre del grasso di montone a coprire ogni sfumatura. Un grasso di montone ricavato direttamente da una specie di sacca che sta intorno alla coda delle pecore di laggiù.

Tanti sapori e odori, questi alle volte anche assai grevi: infatti, non tutti li ricordo con nostalgia… Ma anche una serie di scoperte deliziose, come il naan morbido e squisito cotto nei forni interrati di terracotta, quaso identico nell’aspetto al gommosissimo analogo iraniano. O il riso con l’uvetta, certi ravioloni trovati solo in un decoroso ristorante di Kabul, mentre on the road ci toccava sempre la stessa roba: spiedini di montone con riso o riso con pezzi di montone.

Mi ricordo il giorno del mio compleanno: in un mercatino trovo qualcosa di vagamente familiare – un cespo di lattuga, finalmente! – e il delizioso venditore, un ragazzo bellissimo con un sorriso di commovente dolcezza, per farmi una cortesia lo sciacqua nel rigagnolo limaccioso. Altrettanto grande sorriso da parte mia, e addio lattuga… Ok mettere alla prova la propria resistenza gastroenterica, ma – come si dice a Torino – esageruma nen

Detto questo, non sono certo tornata indietro a mani vuote: ho una rarissima edizione di un libro di ricette locali curato dall’American Women Association. E grazie a questa piccola sguarnita pubblicazione sono certa che nelle famiglie afghane, quando sono le donne a cucinare e non gli uomini ad arrostire, c’è una tradizione gastronomica degna di interesse e rispetto, il risultato di tanti secoli e tanti popoli che in questa terra sono passati in pace e in guerra.

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